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Sulle note del fado portoghese, una passeggiata tra i bairros, gustando pasteis de nata e ginjinha.

Numa casa portuguesa fica bem
pay e vine sober mesa.

Quando à porta humildemente bate alguèm
senta-se à mesa co’a gente.

Fica bem essa franqueza, fica bem,
que o povo nunca a desmente.

A alegria da pobreza está nesta grande riqueza de dar, e ficar contente.


In una casa portoghese stanno bene pane e vino in tavola.

Se qualcuno umilmente bussa alla porta, viene a sedersi a tavola con gli altri.

È tipica questa generosità, che il popolo non dimentica mai.

L’allegria della povertà sta in questa grande ricchezza di dare, e esserne felice.

 

Così cantava Amalia Rodrigues, una delle voci più rappresentative del Fado portoghese, nella canzone “uma casa portuguesa“.
E in queste parole ritroviamo tutta l’essenza della città e dei suoi lisboeti.
Un luogo pittoresco e camaleontico, pieno di colori, luci e fascino, immerso in una vivacità artistica che abbraccia chi la visita.

In effetti, arrivando a Lisbona la prima cosa che colpisce è senza dubbio l’atmosfera che si respira. Tutta scritta e narrata nel suo Fado.

Una città che ha ereditato le avventure dei tanti marinai che hanno solcato il suo porto.
E come le navi, è dal porto e dalle sue banchine che partono anche le storie di saluti, amori e amicizie che negli anni hanno ispirato i “malinconici” fadasti.

Il Fado, non solo una composizione musicale ma vera essenza di Lisbona.

Destino, saluto, nostalgia, questo il significato della parola fado e ciò che ci raccontano mogli, figli, amici e amanti che, salutando i propri cari in partenza, affidavano alla buona sorte il loro “destino” attraverso una sorta di “preghiera” cantata.

Si nota anche la somiglianza con quel sentimento di “saudade” che ritroviamo nelle note della bossa nova brasiliana.

D’altro canto, il tema della “saudade” è molto presente nel fado portoghese, in cui musica e parole, raccontano un dolore nostalgico per l’assenza di qualcuno o qualcosa, per l’attesa di qualcuno o qualcosa, per un ricordo trasformato in rimpianto.

Eppure, il fado, pur cantando un dolore disperato, riempie il cuore di speranza, poiché vive il passato guardando ad un nuovo futuro.
E questo stesso spirito da sempre contraddistingue anche tutta la cultura portoghese.

Basta soffermarsi a guardare le piastrelle (azulejos) che decorano la metropolitana ed alcuni dei quartieri di Lisbona, per respirare l’arte ed i colori di cui è ricca.

Nel suo patrimonio architettonico predominano lo stile manuelito- tardo gotico – Monastero Jos Jerònimos che ospita, tra gli altri, la stessa Amalia rodrigues e lo scrittore Fernando Pessoa e la Torre di Belèm – e il barocco che si intrecciano dando vita a meraviglie uniche che splendono in tutto il contesto europeo.

Saltano subito all’occhio i mosaici variopinti che avvolgono le pareti delle abitazioni, nelle “nuance” che vanno dal bianco al blu ed in generale tutte le influenze arabe e francesi che Lisbona ha ereditato.

I quartieri di Lisbona – Bairros – hanno caratteristiche uniche e a seconda del tempo che si ha disposizione si può pianificare quali visitare.

Se avete voglia di mischiarvi alla vita quotidiana dei Lisboeti, non potete perdere il BAIRRO ALTO, Quartiere alto. 

Per raggiungerlo, si può godere di una suggestiva “corsa” sulle tipiche funicolari giallo accesso che vi porteranno in cima al quartiere facendovi ammirare un panorama mozzafiato (Elevator da Gloria o Elevator da Bica).

Il quartiere celebre per le “tascas” , tipiche trattorie locali a conduzione familiare dove si possono gustare i piatti della tradizione come il famoso “bacalhau” – baccalà – proposte in svariate ricette e molto differente da quello italiano al quale siamo abituati.

La sera è l’ideale per intrattenervisi e gustare un buon aperitivo, respirando l’atmosfera tipica lisboeta. Piena di piccoli localini, vivaci e frequentati soprattutto da persone del luogo.

Di natura più storica e romantica il quartiere BAIXA si presenta ricco di eleganti architetture da ammirare e con una famosissima piazza, Praça Dom Pedro IV” meglio conosciuta come “Piazza del Rossio”, che oltre alla sua caratteristica pavimentazione ad onde bianche e nere ospita anche  il “Teatro Nacional D. Maria II. ed il Cafè Nicola, uno dei locali più famosi di Lisbona. 

Poi, sempre a Rossio, troverete il cafè “A Ginjinha” : entrate, buttate uno sguardo alle innumerevoli bottiglie esposte e ammirate la piazza sorseggiando una favolosa “ginjinha”. 

Questo nettare liquoroso a base di amarene, che viene servito, in base alla vostra richiesta “con” o “senza” amarene sul fondo del bicchiere, è un must di Lisbona e non assaporarlo sarebbe un errore imperdonabile.

Collegata a Baixa, si estende la celeberrima Rue Agusta, una magnifica strada collegata al quartiere dal’Arco di Trionfo di “Praça Do Comèrcio”.

La piazza in passato era il punto di accoglienza di quanti giungevano in città via mare; è meravigliosa la scalinata che collega il fiume alla piazza – Cais das Colunas– ed ancor più romantica, grazie al magistrale giochi di illuminazione che gli architetti hanno saputo progettare, è l’atmosfera che si vive la sera in questa piazza.
Anche la natura qui fa la sua parte e mentre la luce del tramonto incornicia i traghetti del molo, i lampioni del piazzale si accendono creando quell’aura nostalgico-romantica che da sempre pervade Lisbona.

E, poiché ci troviamo nella città del Fado, andremo a fare una visita al quartiere “ALFAMA”, ritrovo d’eccellenza per gli appassionati fadisti.

Qui, di certo, ci sentiremo catapultati nella vita vera e popolare dei Lisboeti doc: le viuzze con piastrelle decorative, gli scorci e i panni stesi all’esterno delle abitazioni, donano uno spaccato meraviglioso della magia di Lisbona

Visitando il quartiere “CHIADO”, situato sulla collina del Bairro Alto, respiriamo immediatamente la vivacità artistiche del luogo. Quartiere natale dello scrittore F.Pessoa, una visita obbigata va fatta, oltre che alla statua di Pessoa in piazza S. Carlos, proprio al suo amato “Cafè Brasilia”, dove sembra che siano le stesse pareti a raccontarci la storia della città.

Il caffè, che nel 1997 è stato insignito del titolo “Patrimonio architettonico portoghese“, si trova lungo la

Rua Garrett, elegante e prestigiosa via “abitata” da boutique di lusso, pasticcerie e librerie i cui arredi e le architetture gli conferiscono un immagine poetica.

In fondo a Rua Garett c’è la statua del poeta Antonio Ribeiro detto “Chado” (che dà il nome allo stesso quartiere).

Allontanandoci un po’dal centro, andiamo alla scoperta di BELEM e PARQUE DAS NACOES.

Nel primo quartiere, ammiriamo i decorati monumenti in stile Manuelino, la famosa Torre di Belem, faro e fortezza del porto oltre che il Mosteriro dos Jeronimos.

L’area più moderna e dove è possibile visitare musei, auditorium e ammirare grattacieli e grandi fontane è, invece, il Parco delle Nazioni (Parque Das nascose) che ospita anche il più grande acquario d’Europa, l’Oeanario.

Lisbona ci stupisce ancora con i suoi favolosi pasteis de Nata o de Belem “, tipici dolcetti a base di pasta sfoglia e ripiene di una crema profumata alla cannella. Si possono mangiare ovunque, nelle “padaria” ( le panetterie), alle “pasteles (pasticcerie) fino ai semplici bar.

Vi cattureranno già solo con gli occhi, quando li vedrete esposti nelle vetrine allestite dalle pataria e dalle pasteles, , grazie alle loro caratteristiche dorature ed al profumo speziato che riuscirete a percepire.

E “dolcemente”, andando in “Praça de Figueira“, troveremo un antica pasticceria, la “Confetteria Nacional“, la più antica di Lisbona, decorata con piastrelle color azzurro e con interni in legno che per un attimo ci trasporteranno indietro nel tempo.

Ecco dunque, siate i benvenuti a Lisbona, la città del fado, patria di illustri scrittori e che ci affascina con le sue mille e variopinte contraddizioni.

Forse, alla fine di questo viaggio non saremo ancora riusciti a svelare il “segreto” della sua magia ma, visitandola e rileggendo le parole di Pessoa, capiremo che esso è tale proprio perché incomprensibile alla “ragione”.

La campagna o la natura non mi possono dare niente che valga la maestà irregolare della città tranquilla, sotto il chiaro di luna, vista dalla Graca o da S.Pedro de Alcantare. Non ci sono per me fiori come il ricco cromatismo di Lisbona sotto il sole”. (Fernando Pessoa, Diario dell’inquietudine)”

Lisbona, una sirena ammaliatrice, città dal fascino irresistibile, un luogo che accende il desiderio di ritornarvi al più presto, quasi se ne avvertisse quella stessa nostalgia cantata nel suo Fado.


Un giorno in giro

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