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L’odierna fase del web 3.0 ci parla di interazione, collaborazione, reputazione e scambio continuo di informazioni.

Nel marketing 4.0 la parole chiave predominate o keyword, per rimanere in ambito digitale, sarà Verità.

Intesa come trasparenza, emozione, unicità, prossimità e realtà.

In passato il marketing tradizionale si è basato principalmente sulla “fisicità” dell’oggetto, sulla promozione e comunicazione passiva (uno a tanti) , sulle caratteristiche fisiche del prodotto.

Oggi ed ancor più in futuro  l’ambiente sociale richiederà un approccio più “emozionale-esperenziale”. Le classiche leve delle 4P (Product, Price, Place e Promotion) sono e saranno integrate da altri parametri più vicini ed aderenti all’evoluzione della società come: Valore, Verità, Vicinanza e Valutazione.

Dal marketing seduttivo, si passa  al marketing realistico e oggettivo che premia la “l’essenza naturale dei prodotti” e che vince proprio per il suo essere intrinsecamente legato alla natura stessa della vita reale.

Il marketing 4.0 integra il paradigma dell’interazione  quantitativa con quello qualitativo.

Dal “one-to-many” (marketing 1.0), al “one-to-one” (marketing 2.0), al “many to many” (marketing 3.0) arriviamo ad integrare il  “what, who” del marketing 4.0. Evidenziando proprio l’importanza del cliente e del prodotto reale.

(Fonte: Rielaborazione da Marketing not-marketing, Patrizia Pastore, 2015)

Con l’avvento del digital marketing, inizialmente gli investimenti ad esso destinati sono stati appannaggio delle grandi realtà aziendali. Oggi, invece, con un efficace strategia, anche le aziende più piccole possono beneficiare dei ritorni economici e di immagine offerti dal marketing digitale.

 

Se si pensa che siano solo i budget disponibili a fare la differenza tra grandi e piccoli realtà aziendali, si cade in errore. Di certo, avere a disposizione budget cospicui, aiuta ad investire sull’advertising on line ma, il vero spartiacque tra le due dimensioni è rappresentato dalla strategia.

 

  • Il cliente o meglio ancora “l’individuo” nella sua unicità”, non è più un soggetto passivo ma diviene un “soggetto attivo” :
    nelle scelte produttive delle aziende (si pensi a come le scelte di vita sociali come ecosostenibilità, animalisti etc., stanno influenzando le strategie aziendali (l’individuo attore nelle scelte del Prodotto);
  • nella definizione economica del “Prezzo” stesso del prodotto ( si pensi ai prodotti biologici dell’agroalimentare, a quelli biodegradabili, ecosostenibili per i quali i clienti “accettano” un premium price non tanto legato al brand ma piuttosto al rispetto etico e sociale insito nel prodotto)
    nel luogo di scelta dell’acquisto (Place), che grazie alle nuove tecnologie, diviene sempre più virtuale e meno fisico. Ed ecco che è l’azienda a raggiungere il cliente anche nel suo “luogo virtuale”, utilizzando sistemi di geolocalizzazione, realtà aumentata, etc. che sono gli strumenti più idonei per rispondere alle nuove esigenze sociali;
  • nella “Promozione stessa dei prodotti”, comunicando e arrivando a decretare”la bontà” ed il “successo” degli stessi attraverso la “comunicazione/promozione/condivisione” spontanea in rete (si pensi a come il tradizionale “passaparola”- evangelism, oggi sia il parametro più “vero” che induce all’acquisito, a dispetto della pubblicità di massa indifferenziata).

Si nota come l’essere attivo dell’individuo aumenta le variabili di azioni del marketing mix, definendo nuove strategie e individuando al contempo nuove tecniche di applicazione dello stesso.

Si inizia a parlare semprè più di  intelligenza artificiale, weblog semantico, knowledge network ed in generale si sta assistendo al passaggio dall’information Technology,  alla tecnologia cibernetica in cui sempre più predominante saranno le percezione, le sensazioni e le emozioni del cliente.

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